In questi giorni si celebra la Giornata della Memoria…

…per non dimenticare l’Olocausto degli ebrei

Il Vaticano, per preparsi adeguatamente, ha provveduto, solo pochi giorni prima, a compiere un atto di misericordia – come l’ha voluto chiamare – riprendendo in seno alla Chiesa Cattolica gli scismatici lefebvriani.

Alle dichiarazioni di Richard Williamson – uno dei quattro vescovi lefebvriani, già noto per le sue tesi negazioniste, che ha ribadito che le camere a gas non sono mai esistite, e che gli ebrei morti nell’orrore nazifascista sono stati “solo” 200.000, e non 6.000.000 – il Card.Bagnasco, presidente della CEI, non riuscirà a replicare in altro modo che esprimendo “dispiacere”.

Infine l’Osservatore romano, in un articolo a firma del vicedirettore Carlo di Cicco, replica che “in scena e’ andato un copione sbagliato e cosi’ la revoca della scomunica…e’ diventato un nuovo caso mediatico pieno di toni emotivi.”
Toni emotivi? Ma hanno capito vagamente con che cosa avevano a che fare?
Non c’era bisogno di essere troppo profetici per capire che riabilitare un vescovo negazionista prima del Giorno della Memoria poteva essere una mossa infelice, e allora ci chiediamo: ma il Santo Padre non dovrebbe avere avuto in dotazione, con la Tiara e il Bastone Pastorale, anche il dono dell’infallibilità..?

Spettatorimaipiù

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Un funerale al posto del compleanno

Un anno fa Giancarlo Mazzuca, allora direttore del “Resto del Carlino”, lanciava in pagina nazionale la campagna del suo giornale contro il monumento dei “Fogli fossili”, realizzato dall’Istituto d’Arte di Pesaro e vincitore di un prestigioso premio.

La vibrante opera d’arte dei giovani artisti-studenti pesaresi era costituita da una serie di pagine di giornali e documenti dell’epoca, fra cui la raccapricciante paginetta che comunicava agli ebrei pesaresi i termini e i tempi (“in venti minuti” dal momento della consegna dell’avviso) entro i quali avrebbero dovuto lasciare le abitazioni dopo aver raccolto pochi effetti personali e intimava l’obbligo di abbandonare i malati gravi eventualmente presenti in casa.
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Soddisfatti dell’inquinamento a Pesaro?

Chiediamolo ai polmoni dei pesaresi…

Abbiamo letto con piacere sui giornali dei giorni scorsi che a Pesaro nel 2008 l’inquinamento è diminuito rispetto all’anno precedente, o almeno così ci dice l’amministrazione comunale, che si dichiara soddisfatta…

Tale affermazione si può considerare vera? C’è davvero margine per essere soddisfatti della situazione che abbiamo in città? Abbiamo dei seri dubbi in merito: andando a leggere i dati delle centraline per il rilevamento dell’inquinamento poste a Pesaro in via Scarpellini (questa è addirittura il riferimento regionale) e in Via Giolitti, si nota che nella prima siamo passati – come ci dice il Comune – dalle 65 giornate annue di sforamento per le PM10 (le particelle inquinanti di 10 micron di diametro) del 2007 alle 28 giornate del 2008 (il limite per normativa europea è di 35); per via Giolitti si passa dalle 128 del 2007 alle 72 del 2008, cioè sempre oltre il doppio del consentito! Ora è vero che la centralina di riferimento è quella di Via Scarpellini, perchè sita in zona non direttamente esposta al traffico stradale, ma a questo punto una domanda ci sorge spontanea: cosa diciamo a tutti gli abitanti che hanno la “fortuna” di vivere su Via Giolitti o in tutte le strade altrettanto trafficate e non direttamente monitorate? Saremmo curiosi di chiedere cosa ne pensano in proposito i residenti del porto, ad esempio, esposti al viavai di mezzi pesanti che caricano e scaricano, o tutti quelli che vivono nei dintorni della statale, in mezzo al traffico ogni ora del giorno per tutto l’anno: se ci fossero delle centraline lì, che risultati darebbero?

Ma si sa, per le statistiche contano le medie, non i polmoni dei pesaresi.
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Anche a Pesaro il miracolo di Santa Mariastella!

Eccezionale evento anche a Pesaro

Dopo tanto prodigarsi anche qui stanno per manifestarsi le pie tracce di un miracolo, peccato che sia un miracolo a rovescio.
Infatti, invece che moltiplicare i posti di lavoro in un momento critico come il presente, Santa Mariastella è riuscita a farli scomparire!

I primi calcoli della Cgil valutano nel numero di 150 le maestre e i maestri che perderanno il lavoro fin da quest’anno in provincia di Pesaro a causa della riforma voluta da Santa Mariastella.

Santa Mariastella, prega per noi…

Spettatori mai più (e devoti giammai).

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Questione morale: a Pesaro esiste?

Parte V “…credo sia in atto un’aggressione da parte della Magistratura…”

Questione morale PesaroProseguiamo volentieri il dialogo a distanza con l’onorevole Giovanelli che non ci risponde sul blog ma lo fa con grande puntualità sui giornali locali. Intervistato qualche giorno fa da Luca Fabbri sul Messaggero, egli afferma: “Non esiste una questione morale nel Pd, piuttosto credo sia in atto un’aggressione da parte della Magistratura nei confronti delle autonomie locali e gli ultimi fatti, con le inchieste che si sgonfiano giorno dopo giorno, credo mi diano ragione”.

In questo breve periodo sono riassunte tre affermazioni importanti:

  • 1) “Non esiste una questione morale nel Pd”.
    L’ultima volta lo aveva affermato per replicare ad un nostro dubbio circa il suo operato come sindaco di Pesaro e nel partito locale di oggi. Ora l’onorevole si spinge molto più in là, a garantire per il partito in tutta Italia. Temerario. All’onorevole devono essere sfuggiti numerosi segnali fra cui questo.
  • 2) “credo sia in atto un’aggressione da parte della Magistratura nei confronti delle autonomie locali”.
    Le parole “aggressione da parte della magistratura” ci ricordano tanto qualcuno…
    evidentemente su questi temi c’è molta sintonia.
  • 3) “le inchieste che si sgonfiano giorno dopo giorno, credo mi diano ragione”.
    Questo a nostro parere si chiama “confondere le speranze con la realtà usando precise tecniche di disinformazione”.
    Se l’onorevole si riferisce al sindaco di Pescara, occorre che guardi meglio i documenti di cui parla invece che ripetere i “sentito dire” nell’ambiente romano (dove quando un magistrato riduce le misure cautelari come gli arresti perché non ci sono più pericoli di inquinamento delle prove esultano tutti come un sol uomo a destra e a sinistra).
    Meno accecato dalla solidarietà di casta, prima ancora che di partito, l’onorevole Giovanelli potrà osservare che il fatto che il giudice non ritenga più necessari gli arresti domiciliari di D’Alfonso, non significa che tutto si sia risolto in una bolla di sapone come quei giornali e tv asserviti ai blocchi di potere hanno voluto far intendere.

    Spettatorimaipiù

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Si fa presto a dire “I Care”

Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone.
Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro “I care”, come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana.

La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti, pagano il prezzo dell’incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.
Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli.
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Questione morale: a Pesaro esiste?

Parte IV: “La questione morale a Pesaro non esiste.” (O. Giovanelli)

L’Onorevole Oriano Giovanelli, eletto in parlamento nel collegio elettorale di Pesaro, risponde indirettamente, sul Carlino di domenica 21 dicembre, alla domanda che viene da noi oltre che dal Paese e da alcuni elettori di entrambi gli schieramenti. La sua è un’affermazione doverosa da parte di un eletto in parlamento, un atto automatico e comprensibile, ma ci piacerebbe articolare meglio la questione. Se l’Onorevole vorrà farlo, vista la sua dichiarata dimestichezza con web, blog, mail, chat… ne saremmo felici.
Dunque la “questione morale”. In assoluto non esiste, infatti quella che chiamiamo “morale” è una serie di regole, scritte e non, che piantano dei paletti nel dedalo dei comportamenti umani e ci dicono cosa è corretto fare e cosa non si può. Nei fatti si potrebbe dire che ognuno ha la sua propria morale, ma per una buona convivenza sociale non si può prescindere dalla maggior condivisione possibile. Oggi ad esempio, riguardo alla “morale” come la intende Berlusconi, il paese è spaccato. Ma la morale è “fluida” ed “elastica” visto che a un certo livello finisce col convergere in un unico punto senza eccezioni di schieramento destra/sinistra. Poi vedremo come.
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Oggi è Natale? Auguri! Si fa per dire…

…visto che da mia piccola esperienza – fatta di eventi personali e di episodi legati al lavoro che faccio, vicino agli ultimi degli ultimi – il giorno di Natale è spesso uno dei più tragicamente infelici dell’anno…
O meglio: ci vogliono proprio tanti auguri, per superare questa che ti illude di essere la Festa delle Feste; e se ti va male, ti appalesa solo la tristezza dell’infelicità che ci circonda (e non c’è bisogno neanche di tirar in ballo i poveri ed oppressi degli altri mondi); e se ti va bene, ti intrappola solo nel caos imbecille degli ingorghi, nelle strade e nei negozi, moderni templi per i figli del rito pagano e immorale del regalo di Natale, tributo al vero Dio di quest’era…
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Questione morale: a Pesaro esiste?

Parte III: “Io faccio promesse a tutti, però poi non mantengo mai.”

La tensione sulla “Questione morale” a Pesaro e in Italia, non riguarda solo la sinistra, e cresce di giorno in giorno, anche in virtù delle notizie di cronaca che somigliano sempre più a un bollettino di guerra: prima quattro assessori PD (due ex e due in carica) a Napoli, poi due importanti parlamentari, il democratico Lusetti e il berlusconiano Bocchino.
L’odore si fa via via più nauseante a scorrere le pagine del “Foglio” di Ferrara che corre in soccorso del Partito Democratico col suo appello iper garantista cantato in questi giorni anche dal coro delle TV berlusconiane.
Nessuno però dice che il coro garantista è solo uno dei due bracci di una tenaglia creata in questi anni dai governi berlusconiani: da un lato il coro già detto, dall’altro il progressivo soffocamento, fino all’impotenza, della macchina giudiziaria mediante il taglio costante delle spese necessarie al suo funzionamento e con l’approvazione di leggi volte a depotenziare l’attività investigativa come sottolineato dal Pm De Magistris nella conferenza tenuta a Fano il 14 novembre scorso.
In altre parole, il garantismo va benissimo se il processo giudiziario dura un anno, ma se ne dura quindici per poi finire in prescrizione o sotto indulto, si chiama in un altro modo: impunità.
Possibile che si punti cinicamente a questo? Ogni lettore interrogherà la sua coscienza.
Il problema è che in questo clima, lo stonato coro garantista non fa che allargare ancora di più la già enorme distanza che separa il mondo reale dei cittadini comuni dall’altrove in cui abitano e prosperano indisturbati i politici da un certo livello in su. In quell’altrove – citato in questi giorni anche da Saviano -infatti manca una legge elementare della convivenza, quella della assunzione di responsabilità, una regola ben conosciuta dalla classe politica uscita dalla guerra, come ancor oggi da ogni degno padre di famiglia.
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Questione morale: a Pesaro esiste?

Parte II: Ovvero, come fu che Giovanelli sprecò quasi due miliardi per fare un PRG troppo bello per diventare vero

Alcune riflessioni sull’incontro con Bernardo Secchi di venerdì 28 novembre, incontro in cui Secchi, da gran signore, non ha accettato gli inviti ad una riflessione critica sulla sua esperienza pesarese glissando su quasi tutti gli stimoli a farlo e citandola solo come un esempio, insieme ad altri, della difficoltà di governare con correttezza l’urbanistica.

Il professor Bernardo Secchi, urbanista di fama internazionale che oggi sta lavorando al progetto della Parigi del XXI secolo, è venuto a Pesaro durante la prima tornata amministrativa dell’allora sindaco Oriano Giovanelli.

Poco tempo prima, in una pubblica assemblea, Giovanelli aveva dichiarato che non si sarebbero più ripetuti a Pesaro, i modi di condurre l’urbanistica che avevano caratterizzato le precedenti amministrazioni. Una dichiarazione del genere aveva sicuramente messo in allarme alcuni poteri economici forti e per contro aveva acceso speranze, pur lasciando dei dubbi sulla sua attuabilità nel contesto locale.
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