Quando la scuola era pensata e progettata da persone capaci che prendevano ordini solo dalla propria coscienza e senso civico, queste si esprimevano così, invitiamo a leggere e rileggere questo altissimo e tragicamente profetico intervento di Calamandrei sul tema della scuola. Dopo il livello culturale del tipo Gelmini-Berlusconi fa l’effetto di una boccata d’aria di montagna.
P.S.
davvero il PD si è svegliato e promuoverà un referendum abrogativo dello sfregio Gelmini? Bene, saremo al suo fianco a raccogliere le firme.
Spettatori Mai Più
La scuola pubblica in Sicilia non versa in buone condizioni: strutture inadeguate e insufficienti, normativa a tutela del diritto allo studio carente quando non inesistente. A causa dei pesanti interventi del governo nazionale la situazione non è certo migliorata: decine di studenti portatori di handicap non possono più contare sull’ assistenza degli insegnanti di sostegno, il cui numero è stato drasticamente ridotto; l’ attività degli operatori psicopedagogici per fronteggiare la dispersione scolastica nelle aree economicamente depresse e degradate è in corso di smantellamento; diversi istituti scolastici periferici sono a rischio di chiusura.
A fronte di tutto questo, il governo regionale non ha esitato a stanziare fondi per la scuola privata, finanziando il cosiddetto “buono scuola”. Su questi temi abbiamo conversato con uno dei Padri della Repubblica, deputato all’ Assemblea costituente, il professor Piero Calamandrei. Professore, con tutto quello che si sta facendo, anzi disfacendo, con la scuola pubblica, si rischia una violazione di fatto del dettato costituzionale? «La scuola, come la vedo io, è un organo “costituzionale”. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione, è un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Questo è scritto nell’ articolo 33 della Costituzione».
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