Siamo (anche) poeti

Piccola rassegna di “poesia civile”

Per essere poeti
di Pier Paolo Pasolini

Per essere poeti, bisogna avere molto tempo:
ore e ore di solitudine sono il solo modo
perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono,
vizio, libertà, per dare uno stile al caos.
Io tempo ormai ne ho poco: per colpa della morte
che viene avanti, al tramonto della gioventù,
ma per colpa anche di questo nostro mondo umano,
che ai poveri toglie il pane, ai poeti la pace.

Poesie

DOPO

“Non quelli dentro il bunker,
non quelli con le scorte alimentari, nessuno di città,
si salveranno indios, balti, masai,
beduini protetti dal vento, mongoli su cavalli,
e poi uno di Napoli nascosto nel Vesuvio,
e un ebreo avvolto in uno sciame di parole,
per tradizione illesi dentro fornaci ardenti.
Si salveranno più donne che uomini,
più pesci che mammiferi,
sparirà il rock and roll, resteranno le preghiere,
scomparirà il denaro, torneranno le conchiglie.
L’umanità sarà poca, meticcia, zingara
e andrà a piedi. Avrà per bottino la vita,
la più grande ricchezza da trasmettere ai figli.”
Erri De Luca (da “Solo Andata”)

IL FUOCO DI PESCHICI
di Alda Merini

O alberi puri di cuore
chi ha distrutto la vostra
messe angelica,
o alberi pieni di canto
perché sembrate torce umane?
Si dibattono gli uomini
nelle asperità del loro inferno,
voi soli proteggevate gli uomini
dalla calura e dai mostri.
Chi ha dato fuoco al canto?
Chi ha distrutto i poeti?
Chi ha calpestato le mani levate
piene di rondini e di lodi?
Colui che ha deturpato
il vostro volto sacro
speriamo non sia
la cattiveria dell’uomo
ma l’avvertimento di Dio,
vuole che il mondo vi adori.

IPOTESI DI UNA CIVILTA’
di Andrea Marzi

Ieri a Bologna ho visto
un’ipotesi sfrecciare per la strada.
Scura di carnagione, lunga la barba
maschia, nel caffetano color sabbia.
Sembrava uno studioso del Corano
o – giorni di bombe a Londra -
un kamikaze pronto al sacrificio umano.

Ho fatto una foto con la mente
a questo musulmano.
Passava per la via su un motorino azzurro
portava un casco nero, ma non
un cuore minatorio
bello com’era nel suo rispettare
oltre alle leggi del Corano
anche quelle sul casco obbligatorio.

SEMPRE NUOVA E’ L’ALBA
di Rocco Scotellaro

Non gridatemi piu’ dentro,
non soffiatemi in cuore
i vostri fiati caldi, contadini.

Beviamoci insieme una tazza colma di vino!
che all’ilare tempo della sera
s’acquieti il nostro vento disperato.

Spuntano ai pali ancora
le teste dei briganti, e la caverna -
l’oasi verde della triste speranza -
lindo conserva un guanciale di pietra…

Ma nei sentieri non si torna indietro.
Altre ali fuggiranno
dalle paglie della cova,
perche’ lungo il perire dei tempi
l’alba e’ nuova, e’ nuova.

[Da Rocco Scotellaro, Tutte le poesie 1940-1953, Mondadori, Milano 2004, p. 67]

LE FAMIGLIE FELICI
di Andrea Marzi

Le famiglie felici
in questo giorno di sole
- al mare, da solo -
e mi scopro l’angoscia “normale”
per l’ennesima strage in Kossòvo
che mi sputa, importuno, il giornale.
E mi tocca di colpo un’angoscia
un’altra
- più profonda, più antica -
perché so di tanti
di quelle famiglie felici
con molti diritti e pochi doveri
ignari debitori
del nostro Kossòvo di ieri.
Così
un’altra fitta
mi prende
perché
non capire questo
è
non capire niente.

da “Amore e il Resto del Mondo” – Cesare Blanc Editore

LE CASE
di M.I.

Stanche scatole
in cemento
senza sole sul tetto,
schiacciate spalla a spalla
si affacciano alla strada.
Hanno paura di volare
poverine!!
Imbronciate e silenziose
mai
parlano d’amore
quei regni addormentati
ove stinto alle pareti
è il riso degli sposi,
straniera
è la favola sognata in verde età.

Vendesi appartamento in costruendo palazzo sul porto
(attici al decimo piano)
di Andrea Marzi

L’avvoltoio s’è già alzato in volo
plana paziente e aspetta
l’ultimo rantolo, ultimo fiato in gola.
E’ pronto, a fare ciò che vuole
fare con tutta calma
quando la preda senza più lottare
- diventata salma -
avrà detto che… basta, si può violentare
ciò che era vivo e ora non è più.

Ci vorrebbe un sussulto, una mossa
un alito di vita, un guizzo,
che ogni cellula – ribelle alla condanna -
liberasse una scossa, un lampo
un cenno di disprezzo
verso la bestia ingorda e
viva
dai tempi primordiali.

E noi, davvero questo siamo diventati?
Cibo per avvoltoi?
Carogne d’animali?

DECLINO DI UNA CIVILTA’ 2
di Andrea Marzi

A.A.A. Cedesi, per cessata attività
ad un prezzo interessante
coppia di ali da angelo.
E’ possibile anche permuta
con pinna da squalo
o con mazza di ferro da vandalo.

Il poeta

Sfrecciare in autostrada
e cavalcare il rombo dei motori
vedere i cartelloni
che appaiono e scompaiono
la luce è un turbinio di colori
e avere in mente
un qualcosa di strano
qualcosa che è lì o non è lì
lo senti ancora un po’ troppo lontano
c’è dentro tanta storia
un paese antico con gli orizzonti alti
e tocchi il cielo quasi con un dito ma..

squilla squilla squilla il cellulare
tu diventi un numero un accesso da trovare
squilla il cellulare
ed il mondo già ti è addosso
la tua voce vibra nello spazio multimediale

tu parla parla parla ancora e parla
che tanto prima o poi mi si rivela tutto
e parla e parla parla parla ancora e parla
cos’è l’ispirazione?
è un magico momento è come un tuffo

c’è dentro tanta storia un paese antico
con gli orizzonti alti io son lassù
e il cellulare ce l’hai solo tu…

perché il Messico è blu
perché il Messico è blu

Gaio Valerio Marchi
Gaioing

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